Ritagliare, Ridimensionare ed Esportare un Filmato.. anche per i cellulari

- Ritagliare i filmati a piacimento (togliere le bande nere sopra e sotto per esempio..)
- mantenere le stesse Proporzioni (o parecchio simili)
- Ridimensionare a 176*144 per il mio nokia
- visualizzare un'Anteprima passo passo
- Risincronizzare l'audio sfasato di qualche mmsecondo
- Sostituire o aggiungere un contenuto AUDIO del filmato
- Unire più filmati in un unico files
- esportare in 3gp o mp4 (per il 6630 è necessario il codec che trovate in questo LINK in fondo alla pagina )

utilizzando solo
- QT Sync - sincronizza A/V, ritaglia unisce cambia le proporzioni, estrae l'audio, vedi a schermo intero, converte in AVi DV Mpeg 3G ..


incominciamo:

Aprite il filmato con QTSync


..........


Se volete unire dei filmati andate sul menu TOOLS-->Combine Movies

..........

Se volete eliminare, sostituire o esportare l'audio o il video del filmato con un'altro file dovete ricorrere
al menu EDIT -->Remove/Import track.

..........

Se volete sincronizzare audio e video eventualmente sfalsati nel filmato di partenza
usate la piccola finestra che si apre assieme al file



.........


Se volete Ritagliare ciò che non occorre andiamo su Menu EDIT--> CropMovie
Spuntiamo l'opzione ANTEPRIMA
il monitor del nokia è 176*144 = 1.30 di proporzione (l'iPod è 320*240 =1.33 come anche la TV4:3)
Ritagliate come volete l'immagine aiutandovi con l'opzione PRESET oppure andando a mano..

Per sfruttare al massimo il vostro display cercate di ritagliare l'immagine orrizzontalmente in una maniera tale che "New Movie Dimension" abbia un valore vicino a 1.30.
In caso contrario, con valori più alti (1.85 è il formato TV16/9) conserverete un'impostazione 16/9 ma che produrrà anche un film in formato più piccolo..

Filmato con proporzione 1.33 .......................... filmato con proporzione 1.83
........................
Una via di mezzo tra 1.30 e 1.85 sarrebbe forse la soluzione più giusta.
"Croppiamo" il tutto e passiamo oltre..


........


Se volete ridimensionare il filmato: menù EDIT --> change ratio:

Dentro a NEW SIZE inserite 176 (valore del display del Nokia 6630, per l'iPod sarebbe 320) e bloccate il lucchetto sotto..
quindi impostate RATIO a 1.33 (è il valore del nuovo filmato che leggete nel CURRENT SIZE dentro la stessa finestra) e premete INVIO
Il secondo valore (l'altezza) si adatterà automaticamente..

premete ok e godetevi l'anteprima con le dimensioni reali..



.........


Se volete esportare tutto in un formato compatibile con il cellulare
MELA+E e scegliete il formato 3GP o MPEG-4
Oppure se volete salvare qualsiasi modifica ad un file.AVI senza effettuare alcuna conversione
scaricate questo componente
- SAVE AS AVI.component - Plugin di QT, salvi i files.AVI su QT senza ricodificarli.. è dentro la cartella Extras di MPEGStreamclip
Praticamente "apre" il file .AVI, lo modifica, poi lo "richiude" senza bisogno di codec aggiuntivi

Selezionate OPTIONS per modificare i parametri,
è necessario impostare IMAGE SIZE come CURRENT se si vogliono mantenere le proporzioni impostate

Dopo aver impostato i parametri controllate se la dimensione che otterrete vi soddisfa

esportate tutto e inviate al nokia

Come proteggere i file importanti del proprio Mac

I Mac user che custodiscono "dati sensibili" sul proprio Mac, soprattutto se è un portatile, possono avvalersi della funzione di criptatura offerta dal System OS X:

Protezione di un numero limitato di file
Se il numero dei file non è elevato, è possibile far ricorso a Utility Disco (Applicazioni/Utility). Lanciata l'applicazione, click su Nuova immagine e dalla successiva finestra di dialogo scegliere dal menù a tendina di Dimensione la grandezza desiderata; per Criptatura selezionare AES-128 (raccomandata); mentre in Formato impostare immagine disco lettura/scrittura:

Per la dimensione conviene indicarne una più grande in modo da poter custodire i file sensibili già esistenti e quelli che verranno creati in seguito.

Dopo aver fatto click su Crea, bisogna impostare la password. E' necessario solo fare attenzione a NON spuntare l'opzione Aggiungi la password al Portachiavi:

Con un click sull'icona della chiave, apparirà Assistente password, l'utility di "mamma Apple" che aiuta a scegliere una password sicura.

Una volta montato il file.dmg criptato sulla scrivania, è possibile trascinaci dentro un file, ma bisogna avere l'accortezza di premere e tenere premuto il tasto mela (command). In questo modo, il documento verrà spostato nel disco immagine, diversamente il Finder farà una copia lasciando l'originale sull'hard disk.

Per aprire il file.dmg, ogni volta sarà necessario digitare la password impostata.

Proteggere l'intera cartella Home (la casetta)
Se la cartella utente (Home) è piena di documenti che per qualche ragione si ritiene importanti, i Mac User che utilizzano Tiger possono far ricorso a FileVault, il sistema di protezione in dotazione con il System. Una volta attivato FileVault, per poter accedere ai propri file, all'avvio del Mac, sarà necessario soltanto digitare la password di amministratore (quella impostata al momento della registrazione del Mac). I nuovi documenti o quelli modificati verranno automaticamente criptati dal Sistema.

File Vault si attiva in Preferenze di Sistema/Sicurezza/AttivaFile Vault. E' consigliato impostare la Master password che consente di sbloccare l'account Vault nel caso si dimenticasse la password di amministratore.

Se si perde la password di amministratore e la master password non c'è alcun modo per recuperare i propri documenti.

Considerazioni

Boot Camp funziona e, per essere una "beta non supportata" funziona anche bene. I passi per installare Windows sul nostro Mac mini si sono rivelati essere veramente semplici e immediati, praticamente comparabili a quelli di una normale installazione di Windows su un comune PC. L'aspetto sicuramente più interessante è il fatto che mediante l'interfaccia grafica il procedimento viene reso accessibile anche agli utenti meno smaliziati.

Piuttosto convincenti sembrano essere i driver che vengono resi disponibili per il funzionamento delle componenti hardware sotto Windows: non si è verificato alcun problema di stabilità o compatibilità e i sommari test effettuati hanno anzi dimostrato che i driver sono ad un buon punto di ottimizzazione. Del resto, come abbiamo visto nella recensione di Mac mini, si tratta di componenti hardware piuttosto standard.

Restando in tema di test: chiaramente la piattaforma Mac mini non consente di eseguire test più intensivi, soprattutto per quanto riguarda la parte video, che rislutino essere attendibili. Ci siamo limitati, quindi, ad un semplice confronto indicativo, a parità di piattaforma hardware, delle prestazioni che i due sistemi operativi sono in grado di assicurare. Ci auguriamo di poter avere a disposizione quanto prima un altro sistema Macintosh, magari proprio un MacBook Pro, per poter condurre anche altri test più completi, da paragonare ad altre macchine attualmente in commercio.

Il discorso sulle prestazioni, comunque, lascia il tempo che trova: senza timore di smentita e sicuramente correndo il rischio di essere considerato "retrogrado" sono pronto ad ammettere che tutti i sistemi odierni (e a maggior ragione i sistemi dual-core) sono sovradimensionati per gli impieghi più comuni. Detto in altri termini, la stragrande maggioranza dei sistemi hardware attuali sono in grado di fare tutto, più o meno discretamente. Quello che conta, parlando di Boot Camp, non è quindi l'aspetto prestazionale, quanto quello relativo all'utilizzo "real-world".

Partiamo dall'inizio e facciamo qualche passo indietro. Nel giugno dello scorso anno quando Apple annunciò i piani per l'adozione dei processori Intel, Phil Schiller, Senior Vice President of Worldwide Product Marketing della casa di Cupertino, dichiarò che Apple non aveva allora alcuna intenzione di supportare direttamente Windows ma che non avrebbe fatto comunque nulla per impedire il funzionamento del sistema operativo di Microsoft sulle proprie macchine.

Adesso, invece, la mela morsicata si preoccupa attivamente di fare in modo che Windows possa essere installato sulle nuove macchine Mac-Intel. Certamente l'annuncio dato ieri, che occorre solo poche settimane dopo la comparsa in rete delle prime soluzioni "artigianali" per ottenere lo stesso risultato, può iniziare a destare qualche pensiero cattivo. Tuttavia, dopo averlo provato, ci sentiamo di affermare che Boot Camp non è una soluzione abbozzata "all'ultimo minuto" ma un prodotto al quale Apple ha pensato da diverso tempo. Il fatto che sia divenuto pubblico in tempi così vicini alle soluzioni artigianali è probabilmente solo una mera coincidenza. Quello che non sappiamo dire, tuttavia, è se Apple lo scorso giugno mentì sapendo di mentire, o se il progetto Boot Camp è postumo al passaggio dei Mac verso i processori Intel. Ma si sa, Steve Jobs non è certo persona che si sia mai trovata in imbarazzo a ritrattare le proprie dichiarazioni.

Quel che è certo è che Boot Camp segna una svolta nella storia di Apple: dopo 30 anni anche le macchine di Cupertino possono "ospitare" un sistema operativo Microsoft. La domanda da porsi, quindi, è: "Perché Boot Camp?". La risposta sembra essere banale: "per aumentare le quote di mercato". E' infatti incontestabile che Boot Camp non è destinato a coloro che sono Mac-user da anni e che hanno sempre vissuto (se bene o male non spetta a me giudicarlo) senza Windows.

Boot Camp è destinato a due tipologie di utenti: quelli che vorrebbero passare a Mac ma ancora non si sentono "pronti" e quelli che vorrebbero passare a Mac ma non possono farlo per via della mancanza di strumenti software, ad essi necessari, sulla piattaforma OSX. In entrambi i casi Boot Camp rappresenta la soluzione per mantenere una rassicurante e indispensabile copia di Windows funzionante in modo nativo su un'unica macchina. In altri termini sembra che Apple, con Boot Camp, abbia pubblicato un messaggio a caratteri cubitali: "Ora non avete alcuna scusa per non comprare un Mac".

Ma soprattutto Boot Camp rappresenta una risposta, condita dalla tradizionale tracotanza di Steve Jobs, proprio a Microsoft. I due colossi infatti si sono recentemente trovati in disaccordo in merito a Virtual PC, il software (acquisito lo scorso anno proprio dalla casa di Redmond) che permette di emulare Windows all'interno di Mac OS X. Microsoft, infatti, ha sempre proceduto piuttosto lentamente allo sviluppo del software, annunciando inoltre che la prossima versione non sarebbe stata rilasciata a breve.

Il futuro? E' sempre difficile prevederlo, specie quando di mezzo c'è una mela mordicchiata. In questo caso, poi, sono davvero moltissime le vie verso le quali la situazione potrebbe volgersi. Tutto quello che possiamo fare ora è solo un gran numero di supposizioni e aspettare ancora una volta che sia il mercato a dare le risposte.

Fondamentalmente sono due i filoni di pubblico che vanno a delinearsi dopo l'annuncio di Boot Camp: da una parte una schiera di utenti che vede la nuova utility come una manna dal cielo e dall'altra un nutrito gruppo di moderni Nostradamus convinti che Boot Camp segni l'inizio della fine di Apple Computer.

Mentre i primi sono convinti che, per le ragioni esposte sopra ovvero l'agilità di avere due sistemi operativi su una singola macchina, Apple riuscirà ad allargare la base del proprio installato e spingere così le software house a produrre più applicativi per Mac, il filone catastrofista è invece convinto dell'opposto, ovvero che la possibilità di avere Windows installato su un Mac porti le software house ad essere sempre meno motivate a eseguire il porting di applicazioni verso Mac OS X (che rappresenterebbe anche un risparmio di risorse) innescando così un pericoloso circolo vizioso che porterebbe alla scomparsa di Mac OS X dal momento che a lungo andare non esisterà più software per questa piattaforma.

Non è possibile trarre ora conclusioni, se non del tutto affrettate. Bisogna poi considerare che Boot Camp è (per ora) solamente una fase beta di un applicativo che non è ancora chiaro in che modi verrà distribuito e come sarà effettivamente implementato nella versione finale. La casa di Cupertino ha già annunciato che Boot Camp sarà una tecnologia presente in Leopard, la futura major release di Mac OS X. Leopard verrà presentato in anteprima nel corso della Worldwide Developer Conference del mese di Agosto e sarà rilasciato sul mercato presumibilmente entro la fine dell'anno. Considerati i tempi di rilascio è ragionevole pensare che in Leopard si possa già seriamente parlare di virtualizzazione dove Boot Camp, che oggi permette di utilizzare i due sistemi solo in modalità dual-boot, potrebbe rappresentare un elemento chiave della virtualizzazione secondo Apple.

Alcuni test prestazionali

Abbiamo eseguito una serie di semplici test che si pongono due obiettivi: il primo è quello di saggiare la validità dei driver ed il secondo è quello di avere un confronto prestazionale indicativo tra i due sistemi operativi a parità di piattaforma. Per fare ciò abbiamo utilizzato solamente due suite di benchmark, poiché disponibili entrambe sia in versione per Windows, sia in versione per Mac. In particolare abbiamo selezionato SPECviewperf 8.1 e Cinebench 9.5, entrambi per l'indagine prestazionale sul versante OpenGL.

Ci rendiamo conto che si tratta di una analisi prestazionale decisamente incompleta, ma ribadiamo che tale analisi vuole semplicemente essere una prima indagine puramente indicativa. Avremo modo più avanti di eseguire prove più complete ed esaurienti.

Il primo test utilizzato è SPECviewperf 8.1 che dimostra come l'ottimizzazione dei driver sia già a buon punto, seppur non ancora perfettamente ultimata. Vediamo infatti che in quasi tutti i test sotto Windows vi sono prestazioni confrontabili se non addirittura superiori a quelle registrate sotto Mac OS X. Vi sono due soli test non andati a buon fine sotto Windows, fattore dovuto probabilmente ad una versione dei driver, come già detto, ancora acerba sotto qualche aspetto.

Il test Cinebench conferma le impressioni maturate con SPECviewperf: il test relativo al rendering software OpenGL, dove Mac OS X fa registrare un risultato superiore a Windows, dimostra che i driver necessitano ancora di ulteriore ottimizzazione e affinamento. Nonostante ciò possiamo affermare che il lavoro fin qui eseguito è comunque soddisfacente.

Non bisogna dimenticare che Mac mini è equipaggiato con un sistema video Intel 950GMA, ovvero una soluzione non certamente dedicata ad applicazioni OpenGL professionali. Sarà interessante in futuro poter analizzare le altre soluzioni Mac-Intel dotate di sottositema video ATI, come il nuovo iMac o il portatile MacBook Pro.

Installazione, segue

Durante l'installazione di Windows verrà chiesto ovviamente di scegliere la partizione da formattare, nell'elenco si troveranno le partizioni "D:", "E:" e "C:". E' necessario selezionare quest'ultima partizione, in caso contrario si andrà a formattare la partizione dove è installato Mac OS X. E' possibile formattare la partizione in formato FAT32 (solo fino a 32GB) oppure in formato NTFS: nel primo caso sarà possibile effettuare operazioni di scrittura su tale partizione anche da Mac OS X, nel secondo caso sarà possibile effettuare solamente operazioni di lettura dal momento che Mac OS X non prevede il supporto alla scrittura per i formati NTFS.

Quando l'installazione è ultimata sarà sufficiente inserire il CD "Macintosh Driver" per installare i driver necessari per il corretto funzionamento di Windows. Vengono installati tutti i driver delle periferiche hardware ad eccezione del ricevitore IR per il telecomando.

Come è possibile vedere installando, ad esempio, un'utility quale Everest Ultimate Edition, tutte le periferiche vengono riconosciute correttamente. I lettori più solerti potranno verificare che le componenti hardware elencate qui sopra sono le medesime descritte nella recensione di Mac mini Core Duo.

Sottolineiamo inoltre che tramite il CD di Macintosh Driver, viene installata nel pannello di controllo l'utilità "Disco di Avvio", che permette di stabilire quale sistema operativo avviare al boot seguente. La stessa utility è presente in Mac OS X.

E' inoltre possibile scegliere quale sistema operativo utilizzare al momento del boot tenendo premuto il tasto Option (Alt) quando si accende il sistema. In questo modo viene eseguito lo scan delle partizioni presenti e l'utente ha così la possibilità di scegliere il sistema operativo che intende avviare.

Qualora si voglia poi eliminare la partizione sulla quale si è installato Windows, è sufficiente lanciare Boot Camp che, rilevando la presenza del secondo sistema operativo installato, mostrerà la nuova opzione "Ripristina il disco di avvio come unico volume": la partizione secondaria verrà eliminata e il sistema sarà riportato nelle stesse condizioni precedenti l'installazione di Windows.