Da VHS a DivX
Premessa
Su Internet si possono trovare molte “guide” sulla compressione DivX, ma sono quasi tutte orientate alla conversione da DVD, e non ho trovato finora nulla che si riferisca alla digitalizzazione delle videocassette e delle trasmissioni TV; ho quindi dovuto procedere per tentativi ed errori, nel corso di diversi mesi, prima di arrivare a una procedura standard per me soddisfacente.
Questo documento, lungi dal voler essere qualcosa di definitivo e di particolarmente autorevole, non fa altro che descrivere passo per passo come procedo attualmente; può essere considerato come una discreta base di partenza.
I termini del problema
Si tratta di “travasare” su CD-Rom un video della durata, tipicamente, di 90-120 minuti. Vivo in Europa, quindi ho a che fare solo col sistema PAL di trasmissione TV, e non ho nessuna esperienza né di SECAM, né di NTSC. Il mio computer ha Windows come sistema operativo, e non ho nessuna esperienza di altre piattaforme. Quindi tutto ciò che esporrò sarà relativo solo al mondo Windows.
Il video e l’audio devono essere convertiti da analogico a digitale, compressi e riversati su CD. A questo scopo è necessario che nel vostro computer siano presenti, oltre al masterizzatore, una scheda audio e una scheda di acquisizione video.
Il processo avviene in due fasi: cattura e ricompressione. Nella cattura acquisiamo dal videoregistratore (o dal sintonizzatore TV) i dati audio e video, nella ricompressione li trattiamo per potere farli stare in un CD.
Perché comprimere?
In termini “computerologici” un fotogramma PAL ha le dimensioni di 720x576 pixel (punti), totale 414720 pixel. In un secondo (sempre nel sistema PAL) scorrono 25 fotogrammi, quindi un video a piena risoluzione PAL, digitalizzato a 16 milioni di colori (3 byte per pixel), non compresso, “pesa” 414720 x 25 x 3 = 31.104.000 bytes al secondo, cioè più di 19 MB! Un film di 90 minuti occuperebbe 104.414 GB solo per il video…
I nostri sistemi domestici sono ben lungi dai requisiti di spazio e di efficienza del disco rigido necessari per realizzare qualcosa del genere; inoltre il nostro scopo è comunque, come detto, di travasare un film in un CD, che contiene 650 MB di spazio. Quindi bisogna comprimere – e comprimere moltissimo!
Comprimere significa in questo caso fare stare i dati digitali audio e video in meno spazio rispetto all’originale. La compressione dei dati multimediali (sia video che audio) comporta sempre una perdita qualitativa. Maggiore è la compressione, maggiore la perdita di qualità (in termini oggettivi). Però se l’algoritmo di compressione tiene conto della fisiologia e della psicologia è possibile avere risultati soggettivamente molto soddisfacenti. Ad esempio il sistema di compressione audio MP3, che tiene conto di particolarità psicoacustiche e fisiologiche dell’ascolto, rende possibile ridurre di oltre 10 volte i dati audio digitali con una perdita qualitativa (soggettivamente) modesta. L’algoritmo DivX realizza un risultato simile per i dati video.
Useremo proprio questi due algoritmi per il nostro “travaso”. I componenti software che realizzano l’algoritmo di compressione (e ai quali è demandata anche la decompressione dei dati) si chiama codec (COder-DECoder).
Perché dobbiamo procedere in due fasi?
Fare tutto in una volta sarebbe molto comodo, ma non è possibile perché con i computer attuali non si riesce a realizzare compressioni elevate “in tempo reale”, “tenendo il passo” col flusso dei dati in arrivo durante l’acquisizione. La quantità di calcoli che il computer deve fare per comprimere è proporzionale all’entità della compressione – e come già detto dobbiamo comprimere moltissimo.
Quindi nella prima fase acquisiremo il nostro video con un rapporto di compressione basso, in modo da non perdere dati e da ottenere la massima qualità; poi lanceremo la ricompressione, che durerà molto più della lunghezza del programma acquisito (col mio Pentium III overclockato ci vogliono circa 3 minuti per comprimere 1 minuto di materiale).
Raccomandazioni preliminari
Videoregistratore: le testine devono essere PULITE per evitare grane superflue. Usare un cavo di buona qualità per connetterlo all’apparato di cattura.
Videocassette: è bene riavvolgerle prima della cattura. In certi casi ho notato che dopo aver riprodotto la videocassetta una volta o due prima della cattura certi disturbi spariscono o si attenuano.
Computer: più è veloce meglio è, specie per quanto riguarda la ricompressione. Per quanto riguarda la cattura, occorre uno hard disk molto capace, che per evitare perdite di dati deve essere tassativamente deframmentato prima di ogni cattura col Norton Speed Disk (che è efficiente e veloce), o alla peggio coll’Unità di deframmentazione dischi (presente in Start/Programmi/Accessori/Utilità di sistema). E’ utile destinare una grossa partizione per i soli lavori video, perché così la deframmentazione sarà o non necessaria (se la partizione è vuota prima della cattura) o molto più veloce. La mia partizione di lavoro è di 32 GB, ma ci si può arrangiare anche uno spazio minore in certi casi che vedremo più avanti. Eventualmente considerate l’ipotesi di aggiungere un altro Hard Disk al vostro sistema, visto che oggigiorno la spesa è relativamente modesta.
Software e siti Internet
Tutto il software che ora elencherò è scaricabile da http://www.doom9.org o da http://www.digital-digest.com/divx/. Questi siti contengono anche molti link ad altre locazioni Internet interessanti per chi si occupa di compressione video; inoltre su questi stessi siti sono presenti un gran numero di “guide all’uso”, sia per principianti sia per smaliziati, che possono essere utilissime.
Per la cattura può talvolta andar bene l’apposito software che avete trovato allegato alla vostra scheda di cattura video. Purtroppo nella maggior parte dei casi questo software non è qualitativamente sufficiente, perché tende a “perdere” fotogrammi, soprattutto nel passaggio tra la fine della scrittura di un file e l’inizio della scrittura del prossimo. Vi consiglio caldamente di acquistare (a 25 dollari) il programma AVI IO: http://www.nct.ch/multimedia/avi_io/, che io uso con eccellenti risultati. Questo è l’unico programma di mia conoscenza che mantenga bene il sincro audio anche quando il segnale video è cattivo.
Altro per la cattura non serve. Invece per la ricompressione servono diversi programmi, tra cui un editor audio qualunque, anche di scarsa potenza, che servirà più che altro per i “fade-in” ed i “fade-out” (quando necessari). Ecco la lista dei programmi fondamentali:
Windows Media Player Occorre almeno la versione 6.4, ma se avete abbastanza memoria (128 MB) potete installare la 7. Il Media Player contiene anche i codec audio MP3, ma con la limitazione di non poter codificare a più di 64 kilobit/sec.
Codec DivX Dopo l’installazione dovete riavviare Windows. Installateli dopo il Media Player!
Codec MP3 Se avete videocassette e videoregistratore HI-FI conviene procurarsi un codec “crackato”, che non hanno le limitazioni dei codec “gratuiti” compresi nel Media Player. Un’alternativa gratuita è costituita dai codec Lame DirectShow.
VirtualDub Programma potentissimo per la compressione e l’editing dei file video. E’ incredibile che sia un freeware… Può servire anche per la cattura, come detto prima. Lo help è una vera miniera di informazioni per il principiante.
Smart Deinterlacer filter for VirtualDub Scaricabile presso http://www.geocities.com/Colosseum/Pressbox/8699/index.html
Advanced DivX Bitrate Calc Di questo software molto carino, trovabile su http://dvdrip.da.ru, a me serve soprattutto la sezione per calcolare le proporzioni giuste riducendo il formato del fotogramma. Se dopo l’installazione la finestra del programma è piena di segnetti strani cliccate sul rettangolo in basso a destra per passare dal russo all’inglese.
Per il calcolo del bitrate preferisco usare il programma seguente:
Ecuador’s AVI Bitrate Calculator Si trova presso http://www.geocities.com/ecuador_gr.
Normalize
DeDynamic
AutoTune (uno dei tre – io uso il Normalize). Serve per normalizzare l’audio più rapidamente che con un editor audio.
MicroDVD Serve per la visione dei vostri “prodotti finiti”. In realtà se ne può fare a meno (i file DivX possono essere visti anche con il Media Player), oppure usare un altro visualizzatore più semplice. Il MicroDVD però consente di implementare i “capitoli” (cioè l’accesso diretto alle singole scene), i sottotitoli, colonne sonore in lingue diverse, proprio come nei DVD. E’ un programma con qualche difetto, tra cui l’uso non facilissimo, ma nel complesso secondo me non ha concorrenti credibili.
ZoomPlayer Un ottimo software freeware per chi come me ha l’uscita video del computer collegabile al televisore. Spesso le proporzioni del fotogramma sono corrette sul monitor, ma non sul TV; collo ZoomPlayer è possibile correggerle a piacimento.
Premessa alla cattura
Qualunque scheda di cattura video può solitamente produrre un file in formato Microsoft AVI (Audio e Video Interpolati) con compressione M-JPEG (Motion JPEG - ogni singolo fotogramma viene compresso per mezzo dello hardware della scheda di acquisizione con algoritmi JPEG). In questo file AVI viene registrato anche l’audio digitale (non compresso).
Alcune schede di cattura possono produrre file in formato MPEG o MPG, di dimensioni assai più ridotte e con compressioni assai maggiori. Per esempio la mia ATI All-In-Wonder Radeon 7500 ha questa possibilità, ma è obbligatorio usare il programma di cattura ATI, che non mantiene bene il sincero audio. Potete al limite provare ad acquisire anche in MPEG (colla minore compressione possibile, mi raccomando!), però poi per ricomprimere l’acquisito dovrete usare il programma Flask MPEG (che io uso esclusivamente per convertire i DVD), o procurarvi l’Avisynth per poter usare il VirtualDub. Tenete comunque presente che minore è la compressione dell’acquisito, maggiore sarà la qualità del DivX finale.
Per un’acquisizione di massima qualità consiglio a chi non avesse lo hardware di compressione MJPEG (o MPEG) a bordo della scheda di acquisizione di usare un codec MJPEG software, e cioè il Pegasus PICVideo MotionJPEG Codec (18 dollari), downloadabile in versione di prova da http://www.jpg.com/video/mjpeg.htm (ma si trova anche crackato).
Torniamo a parlare dell’AVI. Il formato AVI è indipendente dai codec audio e video, difatti lo useremo anche per il “prodotto finito”, nel quale il codec video sarà il DivX, e il codec audio sarà in linea di principio l’MP3. L’AVI ha una limitazione molto fastidiosa: ogni file AVI non può essere più grande di 4 GB (4096 MB). Io acquisisco a tutto schermo e colla minima compressione, con un bitrate risultante intorno ai 3 MB/sec, quindi raggiungo il limite dei 2 GB in 24 minuti circa. Per continuare l’acquisizione bisogna quindi chiudere questo file e iniziare a scriverne un altro. E’ importante che in questo passaggio non si perdano fotogrammi. Alla fine risulterà registrata sul disco una “catena” di file AVI numerati progressivamente.
Preparazione alla cattura
Deframmentate il vostro Hard Disk. Pulite le testine del videoregistratore con un’apposita videocassetta e collegate la sua uscita di linea alla scheda di acquisizione. Se è il vostro primo tentativo, usate per il test una videocassetta vergine e appena registrata col vostro apparecchio, per minimizzare i fotogrammi persi a causa del nastro o del tracking starato.
Chiudete tutti i programmi attivi, disattivate i salvaschermi e il risparmio energetico, sospendete antivirus e qualunque altro programma corra il rischio di entrare automaticamente in esecuzione. E' vitale che durante la cattura tutte le risorse del computer siano a disposizione del programma di acquisizione.
Aprite il programma di acquisizione allegato alla scheda di cattura e programmate il driver di cattura (VidCap) perché riceva i dati dall’ingresso linea in PAL a 25 fotogrammi al secondo. Scegliete possibilmente il formato massimo dell’immagine (720x576 o giù di lì) e la compressione MJPEG con la migliore qualità possibile (minima compressione).
Scegliete il formato audio: se il vostro registratore è mono come il mio, o se dovete acquisire da una videocassetta con audio non HIFI, difficilmente la banda passante audio sarà superiore a 11-12 KHz, quindi un campionamento a 24 KHz (o 22) su 16 bit sarà sufficiente. Per la prova comunque scegliamo il mono. Avviate il videoregistratore. Impostate col software della scheda audio (o col mixer di Windows) l’ingresso e la sensibilità d’ingresso, facendo attenzione a non correre il rischio di andare in saturazione provocando distorsione audio.
Nelle opzioni di cattura lasciate in linea di massima attivate le scelte di default, ma non permettete che il programma di cattura “sincronizzi il video coll’audio”, né che modifichi il numero dei fotogrammi al secondo! Questo per motivi che spiegherò in seguito.
Prima di cominciare a catturare dobbiamo indicare dove registrare i file, e il loro nome. Vi consiglio di settare una dimensione massima dei file a 2045 MB, anche se il limite teorico è 2048. Catturando con un bitrate attorno ai 3 MB/sec può capitare che il programma di cattura interrompa troppo tardi la scrittura del file, che quindi, risultando anche poco più grande di 2048, potrebbe risultare inutilizzabile in séguito. Per il test fate in modo di catturare una catena di almeno 2 o 3 file (impostando una grandezza piccola per ogni singolo file).
Se ci sono inconvenienti nella cattura (vi vengono segnalati troppi fotogrammi persi durante l’acquisizione) può essere che il vostro sistema non sia abbastanza veloce per tenere il passo coll’acquisizione; provate a ridurre le dimensioni del fotogramma. Se si perdono fotogrammi soprattutto tra un file e l’altro della catena è necessario usare l’AVI IO invece del vostro programma di acquisizione.
In pochissimi casi fortunati si riesce ad acquisire un’ora e mezzo di video senza perdere neppure un fotogramma; comunque i fotogrammi persi sono un vero problema solo quando sono associati a perdite di sincro tra audio e video (nei momenti nei quali il segnale video è deteriorato, se la “crisi” dura più di ¼ di secondo circa, il driver di acquisizione può “impazzire”. A volte “si riprende”, ma il sincro rimane fuori posto; a volte invece tutto si blocca).
Ricompressione
Chiudete il programma di acquisizione e aprite il VirtualDub. Aprite il primo file della catena acquisita. Se il nome dei file della catena rispetta le convenzioni (v. help del VirtualDub) il VirtualDub caricherà automaticamente tutta la catena; altrimenti cliccate su File/Append video segment e aggiungete uno alla volta i file successivi.
La prima cosa da fare è comandare di salvare la colonna sonora con File/Save WAV, per poterla poi normalizzare.
Facciamo adesso una ricompressione esemplificativa; dettagli e spiegazioni li darò più avanti.
Fingiamo di dover produrre un file da masterizzare. Mettiamo che avete acquisito una catena di 2 file. La durata totale della catena la vedete facendo clic su File/File Information. Lasciando aperto il VirtualDub aprite l’Ecuador’s Avi Bitrate Calculator, cliccate su Video Bitrate Calc, mettete in Movie Length un ipotetico 90 (fingeremo di voler inserire lo spezzone acquisito in un CD contenente altro materiale video per un totale di 90 minuti)), in Audio Bitrate scrivete direttamente 32 e in CD Capacity 650. Poi fate clic su Advanced e selezionate PAL frames senza modificare il valore 1. Date OK e annotatevi l’Estimated Video Bitrate.
Chiudete l’Ecuador e tornate al VirtualDub per configurare il DivX. Clic su Video/Compression, selezionate “DivX codec”, cliccate Configure, graduate l’Encoding bitrate sul valore che l’Ecuador vi ha notificato. Il bitrate è il il numero approssimativo di bit (1 byte=8 bit) al secondo che il codec DivX genererà nella compressione video. Non toccate altre opzioni e cliccate OK.
Adesso cliccate Video/Filters. Cliccate Add e selezionate Deinterlacer dalla lista, poi cliccate OK. Nella finestra del Deinterlacer lasciate attivata l’opzione di default (blend fields together) e cliccate OK.
Tornate in Video/Filters, selezionate il Deinterlacer e cliccate “Cropping”, che significa “ritaglio”. Vi verrà presentata una finestra con dentro l’acquisito. Potete andare avanti e indietro nel file col cursore. E’ necessario eliminare le bande nere che probabilmente troverete ai lati dell’immagine agendo sulle freccine dei quattro controlli, e non abbiate paura di “affondare” anche di un paio di pixel nella parte “buona” dell’immagine. Controllate col cursore che i vostri settaggi vadano bene anche in altre zone del filmato e all’occorrenza correggete.
Tornati alla finestra dei filtri, cliccate ancora Add e selezionate Resize. Configuratelo per New width=416, New height=320, Filter mode=Precise bicubic (0.7). Non toccate altro. Cliccate OK.
Tornati alla finestra dei filtri, cliccate ancora Add e selezionate TV, configurandolo per I/Q (chrominance) 3x3 average. Cliccate OK, e OK ancora una volta per uscire dalla finestra dei filtri.
Tutto è a posto adesso per quanto riguarda i settaggi video; assicuratevi che nel menu Video ci sia un pallino vicino a Full Processing Mode.
Rimane da configurare l’audio. Cliccate su Audio/WAV Audio e selezionate la colonna sonora in formato WAV che abbiamo salvato e normalizzato all’inizio. In questo modo il VirtualDub userà quella per sonorizzare il video, e non la colonna sonora contenuta nella “catena” dei files di cattura. Cliccate OK. Cliccate su Audio/Compression. Selezionate il codec MPEG layer 3. Sulla destra appariranno le combinazioni di parametri possibili. Se nell’acquisizione avete catturato l’audio a 24 KHz scegliete la combinazione 24 KHz, Mono, 16 bit, 32 Kbit/s. Se avete campionato invece a 22 KHz scegliete invece la combinazione 22 KHz, Mono, 16 bit, 32 kbit/s. Cliccate OK. Cliccate ancora Sound e cliccate su Full Processing Mode.
Ora possiamo avviare la ricompressione. Cliccate File/Save AVI, date un nome al file, es. “Test.avi” e cliccate OK. Alla fine della ricompressione potrete aprire il vostro prodotto finito col Media Player. Il risultato non dovrebbe essere male, anche a tutto schermo (premete Alt-Invio per ingrandire l’immagine dopo aver avviato la riproduzione).
I dettagli che non ho spiegato prima (in ordine di apparizione)
Fase di calcolo del bitrate: Abbiamo messo 32 nella casella Audio Bitrate perché quello è il bitrate audio che intendiamo usare nella compressione. Volendo una fedeltà audio maggiore possiamo acquisire a 44 KHz, 16 bit, stereo e comprimere usare il codec DivX Audio a 64 Kbit, oppure il codec MPEG Layer 3 a 96 o 128 o addirittura 160 kilobits. E’ importante usare nella compressione lo stesso numero di KHz dell’acquisizione, altrimenti bisogna convertire usando il comando Audio/Conversion del VirtualDub. In questo caso selezionate sempre l’opzione High Quality. A parità di KHz, bitrates di compressione maggiori danno migliore qualità. Abbiamo usato la casella Advanced perché il VirtualDub per default interpola ogni singolo fotogramma coll’audio; questo aumenta di qualcosa le dimensioni del file (cosa da tenere presente calcolando il bitrate, altrimenti ci si ritrova con un prodotto finito che è di qualche megabyte troppo grosso per stare su un CD!), ma in riproduzione ci sono meno problemi.
VirtualDub: raccomando di studiare bene lo help in linea di questo programma.
Audio: Dopo aver estratto l’audio, e prima di normalizzarlo, potremo applicare fadein, fadeout, filtraggi ecc. col programma di audio editing.
Fase di configurazione del codec DivX: settando il bitrate siate prudenti e calate di qualche kbit (5-10) il valore consigliato dall’Ecuador: meglio qualche MB inutilizzato sul CD che dovere ripetere tutta la conversione perché il file è venuto troppo grosso! L’Ecuador, usato nel modo che ho detto, è molto più affidabile degli altri calcolatori di bitrate, ma siccome il bitrate del DivX è variabile, non fisso come quello ad es. dell’MP3, c’è sempre un certo margine d’incertezza. Sulle varie opzioni di configurazione del codec trovate su www.divx.com ampie spiegazioni che vi consiglio di studiare, ma in linea di principio i settagli di default vanno bene. Nella seconda pagina (General Parameters) settate a 250 il Max Keyframe interval visto che andiamo in PAL (25 fotogrammi al secondo) e non in NTSC (29.97).
Cropping: E’ necessario “ritagliare”, e non solo per motivi estetici. Il codec “spenderebbe” un sacco di bitrate per “descrivere” i bordi dell’immagine in costante movimento e “interazione” colle bande nere.
Filtro di deinterlacciamento: rinvio allo help dello Smart Deinterlacer, che adesso non abbiamo usato perché prima di farlo dovremo fare un test. Il deinterlacciamento dello Smart Deinterlacer produce risultati superiori. Per il test scegliete una scena di una ventina di secondi nella quale ci siano movimenti trasversali né troppo lenti né troppo veloci, acquisitela come al solito (solo video), e senza ridimensionare il fotogramma comprimetela (con un bitrate di almeno 2000 kbits) collo Smart Interlacer 7 volte cambiando i 7 possibili settaggi delle sue “advanced options”. Poi valutate i risultati guardando le 7 clip. Solo una dovrebbe essere perfetta. Usate il settaggio corrispondente.
Filtro di ridimensionamento: sarebbe bello non dovere ridimensionare per nulla, ma se non lo facessimo, dovendo settare il bitrate del DivX intorno agli 800-900 kbit per far stare il film in un CD, i risultati sarebbero pessimi, perché le scene mosse sarebbero intollerabilmente piene di artefatti (blocchetti). Inoltre la risoluzione “reale” del sistema VHS è pari a circa 352x288. Invece comprimendo in modo da avere una superficie da comprimere intorno ai 133000 pixel, un bitrate di quell’ordine di grandezza dà buoni risultati. Se il film è relativamente corto, o se decidete di usare due CD, il bitrate sarà quasi il doppio, e invece che a 416x320 potreste comprimere a 512x384 con buona qualità. Questi numeri si riferiscono a materiale nel quale il rapporto larghezza/altezza del fotogramma è di 4:3, come i film in formato standard. Conviene sempre valutare a occhio, facendo qualche prova, se dopo la compressione le proporzioni di cose e persone sono corrette, e correggere di conseguenza. Tenete presente che quello che importa non è tanto rispettare sempre rigidamente la proporzioni colle quali avete acquisito, ma quelle che sembrano più naturali! Per i film in WideScreen (formato “Academy flat”) ad es. mi trovo bene il più delle volte con settaggi di 432x288, che non è 16:9, ma questo perché nel passaggio al telecine hanno tagliato un po’ della larghezza del fotogramma. Ricordatevi che, ridimensionando, i lati minori del fotogramma devono essere sempre numeri multipli di 16. Usate sempre l’opzione “precise bicubic 0.7”, che è la migliore, come algoritmo di ridimensionamento e come contrasto dei contorni.
Filtro TV: Serve per la riduzione del rumore di fondo video. Io lo uso sempre (per il VHS), e sempre col settaggio che ho detto. Nulla impedisce che vi facciate i vostri test cogli altri settaggi, e anche coll’infinità di altri filtri per la riduzione del rumore video trovabili sul sito del VirtualDub e sui link lì presenti.
Altri filtri che mi tornano spesso utili sono il FrameTweaker, col quale è possibile impostare fadein e fadeout del video, e il Subtitler per le sottotitolazioni. Ambo sono reperibili sul sito del VirtualDub alla pagina dei filtri. Se l’acquisito è troppo chiaro o troppo scuro si può intervenire col filtro Brightness/contrast. Quando il rumore video è troppo forte si può usare lo SmartSmoother.
Masterizzazione - MicroDVD
Io masterizzo sempre in DAO (disc-at-once), perché mi sembra che questo sistema permetta un accesso più veloce al CD.
Il MicroDVD consente di realizzare indici, capitoli, schermate di avvio e quant’altro, in modo relativamente semplice. Il risultato è elegante, e soprattutto comodo.
Tecniche avanzate
E’ possibile unire fra loro diversi file DivX col VirtualDub: usate l’opzione “Append Video Segment” dopo aver aperto normalmente il primo file. L’append potrà essere realizzato solo se avete usato gli stessi codec audio e video per tutti i file, se le dimensioni del fotogramma sono identiche, se il framerate è identico in tutti i file e se sono anche identici i settaggi del codec audio. Il bitrate del DivX è l’unica cosa che può essere diversa.
In questo modo è possibile realizzare delle “antologie” di spezzoni, creando un unico file per la masterizzazione. Per mezzo del MicroDVD INI Editor sarà poi possibile creare un comodissimo indice dei singoli spezzoni. Ricordatevi quando “tagliate” gli spezzoni che ogni spezzone deve obbligatoriamente iniziare con una keyframe.
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XBOX 360 SOLUZIONE AI 3 LED ROSSI
XBOX 360 UN'OTTIMA CONSOLE DI GIOCO IL PREZZO E' RAGIONEVOLE E I GIOCHI RAGGIUNGONO LIVELLI QUALITATIVI ECCELLENTI
UN UNICO DIFETTO CHE ORMAI MOLTI HANNO SCOPERTO A LORO SPESE: I 3 LED ROSSI, SCHEDA VIDEO FUORI USO ! ! !
EBBENE NON DISPERATE, SE LA VOSTRA XBOX 360 FUORI GARANZIA DOVESSE PRESENTARE QUESTO PROBLEMA POTETE TENTARE DI AGGIUSTARVELA CON UNA SPESA IRRISORIA, CE' DA DIRE CHE NON VI POSSIAMO DARE LA CERTEZZA DI RIUSCITA AL 100%, ANCHE PERCHE' POSSIAMO SOLO INDICARVI I PASSI DA COMPIERE MA IL LAVORO SARETE VOI A FARLO
MOLTI VENDONO SU EBAY QUESTA GUIDA, ABBIAMO TROVATO PARECCHIE INSERZIONI INTORNO AI 20 €, NOI VE LA SVELIAMO GRATIS, CON QUESTO METODO ABBIAMO RIPARATO 3 CONSOLE SU 3, E' BASTATA UN PO DI PAZIENZA E UNA DECINA DI EURO DI PEZZI DI RICAMBIO
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Abolizione Doc e Docg
E' deciso, le Doc e le Dodg dal 2009 saranno bandite dalle denominazioni di origine controllata e di origine garantita e verranno sostituite da Denominazione di Origine Protetta e da Indicazione Geografica Tipica.
Non solo, si dovrà effettuare una drastica riduzione delle denominazioni inserendo nelle nuove quelle che effettivamente vanno protette o che sono veramente di indicazione geografica tipica.
Tutto il resto sarà vino da tavola?. Pare che sia così, ma non è certo.
Nel frattempo decideranno le Regioni ed i singoli Consorzi quali dovranno essere i vini che entreranno nella prima categoria (DOP) e quali nella seconda (IGT) altrimenti il rischio è che alla scadenza dei termini chi è dentro è dentro, chi è fuori, sta fuori!.
La decisione presa dall'Unione Europea, fissa la scadenza a fine Agosto 2009, affinchè i paesi membri disciplinino con il nuovo metodo ogni denominazione nazionale.
In Italia dovremmo passare dalle 470 denominazioni (DOCG - DOC - IGT) alle 182 denominazioni tra DOP e IGT .
E' evidente che si sta tentando di realizzare una vasta esemplificazione delle denominazioni in tutta europa e la loro rintracciabilità, ma è altrettanto evidente il ischio di perdere moltissime delle tipicità territoriali che distingue l'Italia dagli altri paesi vitivinicoli europei.
Si penalizzerebbe fortemente ed esclusivamente l'originalità Italiana e la diversità vitivinicola dei nostri territori e questo francamente, sarebbe veramente grave.
Non solo, si dovrà effettuare una drastica riduzione delle denominazioni inserendo nelle nuove quelle che effettivamente vanno protette o che sono veramente di indicazione geografica tipica.
Tutto il resto sarà vino da tavola?. Pare che sia così, ma non è certo.
Nel frattempo decideranno le Regioni ed i singoli Consorzi quali dovranno essere i vini che entreranno nella prima categoria (DOP) e quali nella seconda (IGT) altrimenti il rischio è che alla scadenza dei termini chi è dentro è dentro, chi è fuori, sta fuori!.
La decisione presa dall'Unione Europea, fissa la scadenza a fine Agosto 2009, affinchè i paesi membri disciplinino con il nuovo metodo ogni denominazione nazionale.
In Italia dovremmo passare dalle 470 denominazioni (DOCG - DOC - IGT) alle 182 denominazioni tra DOP e IGT .
E' evidente che si sta tentando di realizzare una vasta esemplificazione delle denominazioni in tutta europa e la loro rintracciabilità, ma è altrettanto evidente il ischio di perdere moltissime delle tipicità territoriali che distingue l'Italia dagli altri paesi vitivinicoli europei.
Si penalizzerebbe fortemente ed esclusivamente l'originalità Italiana e la diversità vitivinicola dei nostri territori e questo francamente, sarebbe veramente grave.
Resident Evil 5
Ottimo gioco della capcom...molto bello di grafica e l ambientazione originale africana..ritroviamo chris redfield una vecchia conoscenza del panorama di Resident Evil e troveremo altri 2 personaggi conosciuti all interno del gioco.....lo sto finendo e molto bello e mi stà intrigando la grafica e ottima i nemici sono molti e difficili da battere....una cosa aggiuntiva nella famosa serie horror e la partner la bella e sensuale Sheva che aiuta il nostro protagonista per tutto il gioco....la cosa negativa e che il 5 capitolo di questo bellissimo gioco perde ancora dopo il 4 l effetto caratteristico ovvero il clima horror e l effetto horror che caraterizzava i capitoli precedenti...ormai il gioco e + azione e fanrascienza che quell horror che metteva i brividi (paesaggio buio lugubre città deserta semidistrutta e canzoncine tristi e angoscianti) chi e amante della serie rimarrà deluso per le scarse scene di horror ma sarà allo stesso tempo soddisfatto per la trama e l ambientazione del gioco....gioco secondo le mie idee e un gioco che và comprato amanti o no del genere
Corso rapido di cinematografia
Tutto nasce da una buona idea. Può trattarsi di una presa di posizione, una descrizione, un'affermazione concreta, un argomento o una richiesta. Puoi scoprirla da solo o fartela suggerire da amici, da un'azienda o da uno sponsor.
Come prima cosa, dovresti porti due domande?
1. Chi vedrà questo filmato?
2. Di cosa tratta questo filmato?
Sinossi e sceneggiatura
La sceneggiatura di un filmato è la sua base scritta, una sorta di manuale a cui è sviluppata l'idea del film. La sceneggiatura si può stendere in modo informale o scrivere con grande precisione, in base al tipo di argomento e alla serietà del lavoro. Chi realizza filmati per hobby preferisce di solito riprendere spontaneamente senza sceneggiatura. La struttura dei suoi filmati si sviluppa durante le riprese.
Non tutti i filmati quindi richiedono di preparare una sceneggiatura, che sarebbe un'eccessiva complicazione per molti progetti. Malgrado questa considerazione, non è una cattiva idea considerare con attenzione cosa si desidera ottenere dal prodotto finale. A questo scopo può essere estremamente utile una breve sinossi di tutte le scene pianificate e delle loro ambientazioni. Passare da una sinossi a una sceneggiatura completa è piuttosto rapido. Una buona sceneggiatura è sempre utile e le migliori, più dettagliate e più apprezzate nascono con una prima stesura di base.
Strumenti cinematografici
Se hai un'idea e una pianificazione delle riprese (sinossi), il tuo prossimo compito sarà tradurre la fantasia nel linguaggio cinematografico. Devi cioè considerare con quali mezzi cinematografici verrà realizzato il tuo filmato. Gli strumenti cinematografici più importanti sono:
Trama e continuità filmica
Utilizzo della telecamera
Impostazioni
Scene e tagli
Sonoro
Titoli
Illuminazione
Dagli schemi di azione e dalla traduzione nella lingua del film nasce poi, se richiesta, una sceneggiatura dettagliata.
Continuità
Tieni sempre a mente l'interesse degli spettatori. Mantieni alto il loro livello di attenzione e guidali con cura alla conclusione del filmato.
All'inizio, puoi attrarre l'attenzione dello spettatore con un esordio spettacolare. Poi, dovrai mantenerla con un metodo logico ed efficace. Il successo del filmato nel suo insieme, però, non dipende solo da una trama interessante. Molte brevi sequenze all'interno del filmato creano una narrazione più convincente. Riprendi sempre delle sequenze complete, con un inizio e una fine. Se mostri il guidatore dietro al volante, riprendilo anche mentre entra nel veicolo, al suo arrivo e quando scende, giunto a destinazione. Le azioni complete sono più facili da capire. La confusione nasce soprattutto da:
Organizzazione illogica o temporaneamente sbagliata delle scene: dei passanti con l'ombrello non si integrano bene in una giornata di sole.
Scene troppo brevi (regola pratica: le scene di durata inferiore ai tre secondi sono di solito tropo brevi)
Motivi contradditori in scene vicine
Salti di scena: una persone che inizia la scena trovandosi sulla destra dell'immagine e poi compare sulla sinistra.
Troppe panoramiche diverse, che non si dovrebbero mostrare in un sequenza (a meno che non siano nella stessa direzione e alla medesima velocità).
Utilizzo delle telecamera
Regola numero 1: tieni ferma la telecamera! Usa un sostegno per la spalla, un sostegno a terra o meglio ancora un leggero treppiede quando effettui riprese telescopiche con una distanza focale superiore a 25 mm per evitare riprese mosse.
Cambia prospettiva di tanto in tanto! Abituati a girare qualche volta inginocchiato, sdraiato, o dall'altro. I bambini e gli animali andrebbero sempre ripresi alla loro altezza, mentre le facciate degli edifici interessanti andrebbero riprese dal basso
Fai molte riprese ravvicinate ( visi, mani, fiori, frutta, poster, cartelli stradali ecc.). Avvicinati all'oggetto con la telecamera piuttosto che con il teleobiettivo.
Inizia con un campo lungo o medio, per passare a un tutto campo o a un campo medio seguiti dal maggior numero possibile di riprese ravvicinate. Usa la tecnica "campo/controcampo". Per esempio: riprendi prima un oggetto dall'esterno (per esempio un autobus che avanza) poi fai un controcampo dall'interno (con il guidatore dell'autobus). Un altro esempio è riprendere un visitatore in piedi davanti alla porta di una casa (campo) e poi inquadrarlo dall'interno della casa, mentre varca la porta e la chiude (controcampo).
Utilizza delle soluzioni cinematografiche per i cambi di tempo o località! Crea transizioni tra i diversi ambienti e usa, per esempio, un primo piano per passare da un momento temporale a un altro.
Non usare insieme riprese con movimenti della telecamera diversi. Le riprese panoramiche e le zoomate dovrebbero sempre essere separate da inquadrature con prospettive diverse.
Utilizza primi piani ripresi da angolazioni diverse durante i dialoghi. Sposta la telecamera! L'angolazione della telecamera dovrebbe variare di almeno 45 gradi.
Cambia la lunghezza di un campo più spesso se stai riprendendo degli edifici
Inserisci dei tagli quando gli attori si spostano. Lo spettatore viene distratto dal movimento e raramente nota i tagli.
Usa tagli fluidi ed evita di saltare alle scene nuove.
Le scene con poco movimento riprese dalla stessa prospettiva dovrebbero essere brevi. Le riprese con movimenti più rapidi possono essere più lunghe.
Lunghezza di campo
Quanto vediamo sullo schermo di una persona o di un oggetto è largamente determinato dalla lunghezza di campo adottata durante le riprese del filmato. Un elemento fondamentale per il modo in cui lo spettatore percepisce il tuo filmato è l'impressione che dai della distanza tra la telecamera e l'oggetto ripreso. Lo spettatore tende a fare riferimento alle sue esperienze quotidiane e a trasferirle nel film. Se lo spettatore vede un primo piano di un viso, sa che il volto è molto vicino. Se delle persone sono inquadrate come piccole figure all'orizzonte, è evidente che sono lontane. Abbiamo suddiviso le inquadrature da molto ravvicinate a molto distanti in otto categorie:
Campo lunghissimo
Questa lunghezza di campo non inquadra i dettagli. Spesso è usata all'inizio o alla fine di una sequenza d'azione per ottenere un cambio di atmosfera. Tipicamente inquadra soggetti come paesaggi, tramonti, profili di città e altre scene di ampio respiro. I film western spesso usano questa tecnica con nubi di polvere all'orizzonte e l'eroe che si allontana verso il tramonto. Questa rappresentazione simbolica è solitamente rafforzata dalla colonna sonora.
Campo lungo
Il campo lungo dà allo spettatore una panoramica di cosa sta succedendo e lo aiuta a orientarsi. Si basa sull'azione. Il campo lungo di una casa seguito dall'inquadratura di una persona su un tetto informa lo spettatore della posizione di questa persona. Questa tecnica può essere invertita con un effetto analogo, passando dal dettaglio in primo piano al campo lungo. Entrambe le tecniche possono preparare a un cambiamento di tempo o di località.
I campi lunghi contengono più dettagli, quindi dovrebbero essere leggermente più lunghi delle altre riprese.
Campo medio
Nel campo medio la distanza dallo spettatore è ancora abbastanza elevata. Inquadra le persone dalla testa ai piedi e permette agli spettatori di seguire completamente le loro azioni. Il linguaggio del corpo può essere facilmente interpretato, ma si perdono le espressioni del volto.
Piano americano/piano medio
Questi due piani sono solo leggermente diversi: il piano americano mostra l'attore dalla coscia alla testa, quello medio dalla vita in su. I piani medi vengono spesso usati per presentare il confronto diretto tra due attori, in quanto si vedono i movimenti delle mani.
Primo piano medio
Questa impostazione corrisponde all'incirca all'immagine a mezzo busto di una persona. E' la classica inquadratura da giornalista televisivo: dal torace in su. Le espressioni del volto si vedono chiaramente.
Primo piani/Primissimo piano
I primi piani mostrano una parte abbastanza ridotta di una scena, come il volto di un attore, in grande dettaglio, in modo che riempia lo schermo. I primi piani mostrano la testa e le spalle. I primissimi piani mostrano dalla fronte al mento.
I primi piani focalizzano l'attenzione sulle emozioni o le reazioni di un personaggio, e vengono a volte utilizzati nelle interviste per mostrare delle persone in uno stato emotivo particolare, di dolore o gioia. Nelle interviste, l'uso dei primissimi piani può enfatizzare la tensione dell'intervistato e suggerire che stia mentendo o si senta in colpa.
I primissimi piani si usano raramente con figure pubbliche importanti.
Con molte riprese in primo e primissimo piano puoi scoprire e presentare i dettagli del tuo film! Le riprese in primo piano sono particolarmente interessanti su un piccolo schermo televisivo, che diventa subito pieno. Quanti meno elementi vengono presentati contemporaneamente, tanto più ridotte sono le possibilità di distrazione dello spettatore. Inoltre nelle riprese in primo e primissimo piano è possibile impostare gli effetti con maggior precisione.
Scene e tagli
Varie riprese della stessa scena
Riprendi il tuo argomento da più angolazioni possibili. Avrai cosi più possibilità di scelta per montare una sequenza di immagini interessante sul PC. Mostra sia il guidatore che la macchina che guida. Non riprendere solo chi parla, ma anche chi ascolta e le sue reazioni, poi combina i diversi aspetti della scena.
La cosa migliore è creare una sorta di magazzino di materiale, con brevi riprese da diverse prospettive, con rapporti di luce differenti ecc.
Panoramica
Le panoramiche servono in particolar modo a trasmettere la sensazione del paesaggio. Le riprese panoramiche di solito durano tra i 2 e i 4 secondi.
Le panoramiche cominciamo con ca. 2-3 sec. di ripresa fissa sull'immagine di partenza e finiscono con ca. 2-4 sec di ripresa sull'immagine finale. Tra l'immagine di partenza e quella finale la camera si muove lentamente, senza sbalzi e con velocità costante.
Regola generale: non cominciare troppo presto e non finire troppo tardi! Mai interrompere una panoramica!
Puoi eseguire panoramiche orizzontali e verticali. Sono possibili anche panoramiche combinate. Esegui comunque sempre le panoramiche principalmente in una sola direzione.
Prova a sperimentare con diverse registrazioni, utilizza un cavalletto adeguato e scegli poi durante il montaggio la panoramica migliore.
Zoom
Quando si zooma sul soggetto la telecamera non si muove. Solitamente nella pratica cinematografica un uso limitato degli zoom è sinonimo di un capaci riprese con la telecamera. Anche qui quindi vale questa regola. Cerca prima di impostare al meglio il giusto segmento di immagine, regola la messa a fuoco poi inizia a filmare!
Transizioni
Le transizioni portano da una scena all'altra e possono creare tensione. Possono anche comunicare un significato, come il passaggio del tempo. Creare una transizione tra due scene invece che inserirvi un taglio secco può a volte essere efficace, ma bisogna evitare di utilizzare troppo questa tecnica: usala con parsimonia.
Le transizioni si dividono in tre tipi:
Basate sull'azione, per cui la transizione rimane all'interno della scena
Neutre (come il primo piano di un oggetto vicino) o
Esterne, che mostrano qualcosa di completamente slegato dalla scena
Le transizioni servono a sottolineare i passaggi filmici e devono essere adatte alla situazione.
Tagli
I tagli sono il metodo più semplice ed elementare per unire due scene: il passaggio diretto da una ripresa all'altra senza l'utilizzo di alcune tecnica o effetto. Di solito è considerato il tipo più diretto di transizione, sia tra due scene sia tra diverse angolazioni in una scena.
I tagli possono comunicare un significato, come un cambio di ambientazione o di tempo. Se sono effettuati male possono confondere lo spettatore.
Ci sono diversi tipi di tagli. Ecco un elenco dei più utilizzati:
Montaggio per motivazione: un taglio effettuato in un punto per cui ciò che è appena successo porta lo spettatore a desiderare di vedere subito qualcos'altro. Esempio: un uomo ha una discussione telefonica e nella scena successiva esce infuriato dalla casa.
Jump Cut o falso raccordo: passaggio improvviso da una scena a un'altra che può essere usato deliberatamente per ottenere un effetto incisivo, per esempio inquadrando due macchine che si avvicinano a un incrocio da direzioni diverse.
Montaggio per associazione: tramite un determinato ordine delle scene durante la visione viene scuscitata una associazione corrispondente. Il vero messaggio non viene tuttavia espresso esplicitamente o mostrato. Esempio: si vede un uomo che gioca alla lotteria e nella scena successiva lo si vede comprare una macchina costosa.
Montaggio incrociato: un taglio da una situazione a un'altra. Per esempio, invece di mostrare il sangue e i dolori del parto, riprendere il bocciolo di un fiore che sboccia.
Montaggio per contrasto: due scene palesemente diverse vengono montate insieme, per sottolineare allo spettatore una contraddizione. Esempio: un turista sdraiato sulla spiaggia, nella scena successiva ci sono dei mendicanti.
Montaggio per analogia: varie immagini con elementi in comune vengono mostrate insieme. Per esempio: un pallone da calcio e il globo terrestre, una rosa rossa e un vestito dello stesso colore ecc..
Sonoro
L'attenta organizzazione del sonoro, con registrazioni originali, canzoni, musica d'atmosfera, commenti o rumori di sottofondo, svolge un ruolo importante nella creazione di un filmato, contribuendo ad attribuirgli nuovi significati.
Commento audio
Un breve commento informativo è spesso molto utile allo spettatore.
La voce dovrebbe suonare naturale, quindi evita di leggere il testo mentre lo registri, in quanto l'effetto che ne risulta sarebbe poco spontaneo.
Lo scopo del commento non è solo di ribadire le informazioni che lo spettatore sta vedendo sullo schermo, ma anche di aggiungerne di nuove, come dei contenuti emotivi o delle informazioni secondarie.
Le immagini dovrebbero infatti parlare da sole. Tutto quello che lo spettatore riconosce visivamente non deve essere commentato oralmente.
Registrazione dell'audio originale
L'audio originale non dovrebbe mai essere eliminato completamente da un filmato: di solito, senza l'audio una ripresa appare sterile e meno autentica. Il commento dovrebbe essere fuso all'audio originale in modo che anche quest'ultimo si possa sentire. Comunque bisognerebbe smorzare i rumori di sottofondo indesiderati (come un forte vento o degli aeroplano).
Musica
Non sottovalutate mai l'effetto della musica in un filmato. E' spesso cruciale per suscitare una risposta emotiva e aggiungere il tocco finale alla tua opera. Il brano selezionato deve essere adatto al filmato.
Testi
I testi, come i commenti, aggiungono un nuovo livello di comunicazione al filmato. Devono essere interessanti e informativi e non distrarre lo spettatore dell'azione. Ecco alcuni suggerimenti su come integrare del testo nei filmati:
I titoli dovrebbero essere brevi in modo che si possa leggere facilmente il testo a schermo.
Bisognerebbe scrivere i titoli con caratteri grandi e facilmente leggibili. Come regola pratica, lo spettatore dovrebbe riuscire a leggere due volte un testo che compare con una dissolvenza. Le combinazioni di colore di sfondo e testo che seguono sono facili da leggere: bianco/rosso, giallo/nero, bianco/verde. Il testo bianco su sfondo nero può dare problemi. Alcuni sistemi non gestiscono contrasti superiori a 1:40 e non riescono a visualizzare in dettaglio questi testi.
I testi che entrano in dissolvenza devono rimanere visualizzati abbastanza a lungo da poter essere letti con calma. Per un testo di 10 lettere, sono necessari circa 3 secondi. Per ogni gruppo di 5 lettere in più aggiungi un secondo.
Ultimo suggerimento: non devi sempre scrivere il testo con un word processor. Le scritte che puoi riprendere nel mondo reale, su cartelli, locandine, ecc. offrono molte possibilità interessanti.
Illuminazione
Una delle differenze principali tra un filmato professionale e uno amatoriale consiste nell'illuminazione. Vale la pena da investire molto sia in termini di tempo che economici per ottenere un risultato ottimale. Si possono comunque raggiungere dei buoni risultati anche con un'improvvisazione ragionata.
Riprese sul set (in interni)
Fonti di luce: le riprese in interni non possono mai essere illuminate abbastanza. I professionisti spesso illuminano le loro scene con più di 10.000 watt. Un appassionato non può raggiungere questi livelli semplicemente perché di solito il suo impianto non eroga una simile potenza.
Non mescolare la luce naturale e artificiale! Prova a riprendere una volta una persone con la luce di una finestra e poi di nuovo con una fonte di luce artificiale: la differenza è sostanziale. Puoi ridurre questo effetto usando un filtro blu. Spesso è più semplice chiudere le tende e usare solo la luce artificiale.
I dilettanti spesso utilizzano delle luci alogene economiche, come quelle che si usano nei cantieri edili. I tubi fluorescenti sono più consigliabili, perché hanno una buona efficienza, sfruttano una minore potenza e generano meno calore. Inoltre producono una luce diffusa che non abbaglia: possono dare dei buoni effetti sui volti. L'illuminazione si può aumentare usando gli specchi.
Luce diffusa: l'illuminazione diffusa è la difficile arte di posizionare delle fonti di luce adatte alla telecamera. Teoricamente, si usano tre tipi di fonti luminose: la luce principale, la luce secondaria e la luce posteriore.
Luce principale: la luce principale rappresenta sempre la fonte di luce primaria. Dovrebbe sempre essere posizionata in modo da sembrare naturale allo spettatore e da non portarlo a porsi domande come " perché la luce viene da sinistra se le finestre sono sulla destra?".
Luce secondaria: in base all'angolazione da cui sono illuminate, le superfici degli oggetti e dei volti possono avere ombre troppo dure. Per bilanciare l'illuminazione e creare delle ombreggiature realistiche si usa una luce secondaria, di solito posizionata sul lato opposto della telecamera rispetto alla luce principale.
Luce posteriore: illumina l'oggetto da dietro, creando un alone romantico attorno alle figure. Fai attenzione a non puntarla direttamente verso la telecamera.
Altre sorgenti di luce: spesso vengono impiegate anche altri fonti di luce meno dominanti, per porre degli accenti di luce sullo sfondo o nella scenografia. Questo è possibile anche con delle normali lampadine avvolte con della carta per limitarne la potenza.
Riprese in esterni
Dato che devi adattarti alle condizioni di luce presenti, è importante lasciar passare più breve possibile il tempo tra la prima e l'ultima ripresa di scena.
Le ombre causate da una forte luce solare possono essere un problema. Dato che i proiettori di luce soffusa sono meno efficaci nelle giornate di sole, si usano dei riflettori per aumentarne l'illuminazione: sostanzialmente , si tratta di grosse lastre di fogli di alluminio increspati. Non richiedono alimentazione elettrica e sono ideali per le riprese a basso costo.
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Come prima cosa, dovresti porti due domande?
1. Chi vedrà questo filmato?
2. Di cosa tratta questo filmato?
Sinossi e sceneggiatura
La sceneggiatura di un filmato è la sua base scritta, una sorta di manuale a cui è sviluppata l'idea del film. La sceneggiatura si può stendere in modo informale o scrivere con grande precisione, in base al tipo di argomento e alla serietà del lavoro. Chi realizza filmati per hobby preferisce di solito riprendere spontaneamente senza sceneggiatura. La struttura dei suoi filmati si sviluppa durante le riprese.
Non tutti i filmati quindi richiedono di preparare una sceneggiatura, che sarebbe un'eccessiva complicazione per molti progetti. Malgrado questa considerazione, non è una cattiva idea considerare con attenzione cosa si desidera ottenere dal prodotto finale. A questo scopo può essere estremamente utile una breve sinossi di tutte le scene pianificate e delle loro ambientazioni. Passare da una sinossi a una sceneggiatura completa è piuttosto rapido. Una buona sceneggiatura è sempre utile e le migliori, più dettagliate e più apprezzate nascono con una prima stesura di base.
Strumenti cinematografici
Se hai un'idea e una pianificazione delle riprese (sinossi), il tuo prossimo compito sarà tradurre la fantasia nel linguaggio cinematografico. Devi cioè considerare con quali mezzi cinematografici verrà realizzato il tuo filmato. Gli strumenti cinematografici più importanti sono:
Trama e continuità filmica
Utilizzo della telecamera
Impostazioni
Scene e tagli
Sonoro
Titoli
Illuminazione
Dagli schemi di azione e dalla traduzione nella lingua del film nasce poi, se richiesta, una sceneggiatura dettagliata.
Continuità
Tieni sempre a mente l'interesse degli spettatori. Mantieni alto il loro livello di attenzione e guidali con cura alla conclusione del filmato.
All'inizio, puoi attrarre l'attenzione dello spettatore con un esordio spettacolare. Poi, dovrai mantenerla con un metodo logico ed efficace. Il successo del filmato nel suo insieme, però, non dipende solo da una trama interessante. Molte brevi sequenze all'interno del filmato creano una narrazione più convincente. Riprendi sempre delle sequenze complete, con un inizio e una fine. Se mostri il guidatore dietro al volante, riprendilo anche mentre entra nel veicolo, al suo arrivo e quando scende, giunto a destinazione. Le azioni complete sono più facili da capire. La confusione nasce soprattutto da:
Organizzazione illogica o temporaneamente sbagliata delle scene: dei passanti con l'ombrello non si integrano bene in una giornata di sole.
Scene troppo brevi (regola pratica: le scene di durata inferiore ai tre secondi sono di solito tropo brevi)
Motivi contradditori in scene vicine
Salti di scena: una persone che inizia la scena trovandosi sulla destra dell'immagine e poi compare sulla sinistra.
Troppe panoramiche diverse, che non si dovrebbero mostrare in un sequenza (a meno che non siano nella stessa direzione e alla medesima velocità).
Utilizzo delle telecamera
Regola numero 1: tieni ferma la telecamera! Usa un sostegno per la spalla, un sostegno a terra o meglio ancora un leggero treppiede quando effettui riprese telescopiche con una distanza focale superiore a 25 mm per evitare riprese mosse.
Cambia prospettiva di tanto in tanto! Abituati a girare qualche volta inginocchiato, sdraiato, o dall'altro. I bambini e gli animali andrebbero sempre ripresi alla loro altezza, mentre le facciate degli edifici interessanti andrebbero riprese dal basso
Fai molte riprese ravvicinate ( visi, mani, fiori, frutta, poster, cartelli stradali ecc.). Avvicinati all'oggetto con la telecamera piuttosto che con il teleobiettivo.
Inizia con un campo lungo o medio, per passare a un tutto campo o a un campo medio seguiti dal maggior numero possibile di riprese ravvicinate. Usa la tecnica "campo/controcampo". Per esempio: riprendi prima un oggetto dall'esterno (per esempio un autobus che avanza) poi fai un controcampo dall'interno (con il guidatore dell'autobus). Un altro esempio è riprendere un visitatore in piedi davanti alla porta di una casa (campo) e poi inquadrarlo dall'interno della casa, mentre varca la porta e la chiude (controcampo).
Utilizza delle soluzioni cinematografiche per i cambi di tempo o località! Crea transizioni tra i diversi ambienti e usa, per esempio, un primo piano per passare da un momento temporale a un altro.
Non usare insieme riprese con movimenti della telecamera diversi. Le riprese panoramiche e le zoomate dovrebbero sempre essere separate da inquadrature con prospettive diverse.
Utilizza primi piani ripresi da angolazioni diverse durante i dialoghi. Sposta la telecamera! L'angolazione della telecamera dovrebbe variare di almeno 45 gradi.
Cambia la lunghezza di un campo più spesso se stai riprendendo degli edifici
Inserisci dei tagli quando gli attori si spostano. Lo spettatore viene distratto dal movimento e raramente nota i tagli.
Usa tagli fluidi ed evita di saltare alle scene nuove.
Le scene con poco movimento riprese dalla stessa prospettiva dovrebbero essere brevi. Le riprese con movimenti più rapidi possono essere più lunghe.
Lunghezza di campo
Quanto vediamo sullo schermo di una persona o di un oggetto è largamente determinato dalla lunghezza di campo adottata durante le riprese del filmato. Un elemento fondamentale per il modo in cui lo spettatore percepisce il tuo filmato è l'impressione che dai della distanza tra la telecamera e l'oggetto ripreso. Lo spettatore tende a fare riferimento alle sue esperienze quotidiane e a trasferirle nel film. Se lo spettatore vede un primo piano di un viso, sa che il volto è molto vicino. Se delle persone sono inquadrate come piccole figure all'orizzonte, è evidente che sono lontane. Abbiamo suddiviso le inquadrature da molto ravvicinate a molto distanti in otto categorie:
Campo lunghissimo
Questa lunghezza di campo non inquadra i dettagli. Spesso è usata all'inizio o alla fine di una sequenza d'azione per ottenere un cambio di atmosfera. Tipicamente inquadra soggetti come paesaggi, tramonti, profili di città e altre scene di ampio respiro. I film western spesso usano questa tecnica con nubi di polvere all'orizzonte e l'eroe che si allontana verso il tramonto. Questa rappresentazione simbolica è solitamente rafforzata dalla colonna sonora.
Campo lungo
Il campo lungo dà allo spettatore una panoramica di cosa sta succedendo e lo aiuta a orientarsi. Si basa sull'azione. Il campo lungo di una casa seguito dall'inquadratura di una persona su un tetto informa lo spettatore della posizione di questa persona. Questa tecnica può essere invertita con un effetto analogo, passando dal dettaglio in primo piano al campo lungo. Entrambe le tecniche possono preparare a un cambiamento di tempo o di località.
I campi lunghi contengono più dettagli, quindi dovrebbero essere leggermente più lunghi delle altre riprese.
Campo medio
Nel campo medio la distanza dallo spettatore è ancora abbastanza elevata. Inquadra le persone dalla testa ai piedi e permette agli spettatori di seguire completamente le loro azioni. Il linguaggio del corpo può essere facilmente interpretato, ma si perdono le espressioni del volto.
Piano americano/piano medio
Questi due piani sono solo leggermente diversi: il piano americano mostra l'attore dalla coscia alla testa, quello medio dalla vita in su. I piani medi vengono spesso usati per presentare il confronto diretto tra due attori, in quanto si vedono i movimenti delle mani.
Primo piano medio
Questa impostazione corrisponde all'incirca all'immagine a mezzo busto di una persona. E' la classica inquadratura da giornalista televisivo: dal torace in su. Le espressioni del volto si vedono chiaramente.
Primo piani/Primissimo piano
I primi piani mostrano una parte abbastanza ridotta di una scena, come il volto di un attore, in grande dettaglio, in modo che riempia lo schermo. I primi piani mostrano la testa e le spalle. I primissimi piani mostrano dalla fronte al mento.
I primi piani focalizzano l'attenzione sulle emozioni o le reazioni di un personaggio, e vengono a volte utilizzati nelle interviste per mostrare delle persone in uno stato emotivo particolare, di dolore o gioia. Nelle interviste, l'uso dei primissimi piani può enfatizzare la tensione dell'intervistato e suggerire che stia mentendo o si senta in colpa.
I primissimi piani si usano raramente con figure pubbliche importanti.
Con molte riprese in primo e primissimo piano puoi scoprire e presentare i dettagli del tuo film! Le riprese in primo piano sono particolarmente interessanti su un piccolo schermo televisivo, che diventa subito pieno. Quanti meno elementi vengono presentati contemporaneamente, tanto più ridotte sono le possibilità di distrazione dello spettatore. Inoltre nelle riprese in primo e primissimo piano è possibile impostare gli effetti con maggior precisione.
Scene e tagli
Varie riprese della stessa scena
Riprendi il tuo argomento da più angolazioni possibili. Avrai cosi più possibilità di scelta per montare una sequenza di immagini interessante sul PC. Mostra sia il guidatore che la macchina che guida. Non riprendere solo chi parla, ma anche chi ascolta e le sue reazioni, poi combina i diversi aspetti della scena.
La cosa migliore è creare una sorta di magazzino di materiale, con brevi riprese da diverse prospettive, con rapporti di luce differenti ecc.
Panoramica
Le panoramiche servono in particolar modo a trasmettere la sensazione del paesaggio. Le riprese panoramiche di solito durano tra i 2 e i 4 secondi.
Le panoramiche cominciamo con ca. 2-3 sec. di ripresa fissa sull'immagine di partenza e finiscono con ca. 2-4 sec di ripresa sull'immagine finale. Tra l'immagine di partenza e quella finale la camera si muove lentamente, senza sbalzi e con velocità costante.
Regola generale: non cominciare troppo presto e non finire troppo tardi! Mai interrompere una panoramica!
Puoi eseguire panoramiche orizzontali e verticali. Sono possibili anche panoramiche combinate. Esegui comunque sempre le panoramiche principalmente in una sola direzione.
Prova a sperimentare con diverse registrazioni, utilizza un cavalletto adeguato e scegli poi durante il montaggio la panoramica migliore.
Zoom
Quando si zooma sul soggetto la telecamera non si muove. Solitamente nella pratica cinematografica un uso limitato degli zoom è sinonimo di un capaci riprese con la telecamera. Anche qui quindi vale questa regola. Cerca prima di impostare al meglio il giusto segmento di immagine, regola la messa a fuoco poi inizia a filmare!
Transizioni
Le transizioni portano da una scena all'altra e possono creare tensione. Possono anche comunicare un significato, come il passaggio del tempo. Creare una transizione tra due scene invece che inserirvi un taglio secco può a volte essere efficace, ma bisogna evitare di utilizzare troppo questa tecnica: usala con parsimonia.
Le transizioni si dividono in tre tipi:
Basate sull'azione, per cui la transizione rimane all'interno della scena
Neutre (come il primo piano di un oggetto vicino) o
Esterne, che mostrano qualcosa di completamente slegato dalla scena
Le transizioni servono a sottolineare i passaggi filmici e devono essere adatte alla situazione.
Tagli
I tagli sono il metodo più semplice ed elementare per unire due scene: il passaggio diretto da una ripresa all'altra senza l'utilizzo di alcune tecnica o effetto. Di solito è considerato il tipo più diretto di transizione, sia tra due scene sia tra diverse angolazioni in una scena.
I tagli possono comunicare un significato, come un cambio di ambientazione o di tempo. Se sono effettuati male possono confondere lo spettatore.
Ci sono diversi tipi di tagli. Ecco un elenco dei più utilizzati:
Montaggio per motivazione: un taglio effettuato in un punto per cui ciò che è appena successo porta lo spettatore a desiderare di vedere subito qualcos'altro. Esempio: un uomo ha una discussione telefonica e nella scena successiva esce infuriato dalla casa.
Jump Cut o falso raccordo: passaggio improvviso da una scena a un'altra che può essere usato deliberatamente per ottenere un effetto incisivo, per esempio inquadrando due macchine che si avvicinano a un incrocio da direzioni diverse.
Montaggio per associazione: tramite un determinato ordine delle scene durante la visione viene scuscitata una associazione corrispondente. Il vero messaggio non viene tuttavia espresso esplicitamente o mostrato. Esempio: si vede un uomo che gioca alla lotteria e nella scena successiva lo si vede comprare una macchina costosa.
Montaggio incrociato: un taglio da una situazione a un'altra. Per esempio, invece di mostrare il sangue e i dolori del parto, riprendere il bocciolo di un fiore che sboccia.
Montaggio per contrasto: due scene palesemente diverse vengono montate insieme, per sottolineare allo spettatore una contraddizione. Esempio: un turista sdraiato sulla spiaggia, nella scena successiva ci sono dei mendicanti.
Montaggio per analogia: varie immagini con elementi in comune vengono mostrate insieme. Per esempio: un pallone da calcio e il globo terrestre, una rosa rossa e un vestito dello stesso colore ecc..
Sonoro
L'attenta organizzazione del sonoro, con registrazioni originali, canzoni, musica d'atmosfera, commenti o rumori di sottofondo, svolge un ruolo importante nella creazione di un filmato, contribuendo ad attribuirgli nuovi significati.
Commento audio
Un breve commento informativo è spesso molto utile allo spettatore.
La voce dovrebbe suonare naturale, quindi evita di leggere il testo mentre lo registri, in quanto l'effetto che ne risulta sarebbe poco spontaneo.
Lo scopo del commento non è solo di ribadire le informazioni che lo spettatore sta vedendo sullo schermo, ma anche di aggiungerne di nuove, come dei contenuti emotivi o delle informazioni secondarie.
Le immagini dovrebbero infatti parlare da sole. Tutto quello che lo spettatore riconosce visivamente non deve essere commentato oralmente.
Registrazione dell'audio originale
L'audio originale non dovrebbe mai essere eliminato completamente da un filmato: di solito, senza l'audio una ripresa appare sterile e meno autentica. Il commento dovrebbe essere fuso all'audio originale in modo che anche quest'ultimo si possa sentire. Comunque bisognerebbe smorzare i rumori di sottofondo indesiderati (come un forte vento o degli aeroplano).
Musica
Non sottovalutate mai l'effetto della musica in un filmato. E' spesso cruciale per suscitare una risposta emotiva e aggiungere il tocco finale alla tua opera. Il brano selezionato deve essere adatto al filmato.
Testi
I testi, come i commenti, aggiungono un nuovo livello di comunicazione al filmato. Devono essere interessanti e informativi e non distrarre lo spettatore dell'azione. Ecco alcuni suggerimenti su come integrare del testo nei filmati:
I titoli dovrebbero essere brevi in modo che si possa leggere facilmente il testo a schermo.
Bisognerebbe scrivere i titoli con caratteri grandi e facilmente leggibili. Come regola pratica, lo spettatore dovrebbe riuscire a leggere due volte un testo che compare con una dissolvenza. Le combinazioni di colore di sfondo e testo che seguono sono facili da leggere: bianco/rosso, giallo/nero, bianco/verde. Il testo bianco su sfondo nero può dare problemi. Alcuni sistemi non gestiscono contrasti superiori a 1:40 e non riescono a visualizzare in dettaglio questi testi.
I testi che entrano in dissolvenza devono rimanere visualizzati abbastanza a lungo da poter essere letti con calma. Per un testo di 10 lettere, sono necessari circa 3 secondi. Per ogni gruppo di 5 lettere in più aggiungi un secondo.
Ultimo suggerimento: non devi sempre scrivere il testo con un word processor. Le scritte che puoi riprendere nel mondo reale, su cartelli, locandine, ecc. offrono molte possibilità interessanti.
Illuminazione
Una delle differenze principali tra un filmato professionale e uno amatoriale consiste nell'illuminazione. Vale la pena da investire molto sia in termini di tempo che economici per ottenere un risultato ottimale. Si possono comunque raggiungere dei buoni risultati anche con un'improvvisazione ragionata.
Riprese sul set (in interni)
Fonti di luce: le riprese in interni non possono mai essere illuminate abbastanza. I professionisti spesso illuminano le loro scene con più di 10.000 watt. Un appassionato non può raggiungere questi livelli semplicemente perché di solito il suo impianto non eroga una simile potenza.
Non mescolare la luce naturale e artificiale! Prova a riprendere una volta una persone con la luce di una finestra e poi di nuovo con una fonte di luce artificiale: la differenza è sostanziale. Puoi ridurre questo effetto usando un filtro blu. Spesso è più semplice chiudere le tende e usare solo la luce artificiale.
I dilettanti spesso utilizzano delle luci alogene economiche, come quelle che si usano nei cantieri edili. I tubi fluorescenti sono più consigliabili, perché hanno una buona efficienza, sfruttano una minore potenza e generano meno calore. Inoltre producono una luce diffusa che non abbaglia: possono dare dei buoni effetti sui volti. L'illuminazione si può aumentare usando gli specchi.
Luce diffusa: l'illuminazione diffusa è la difficile arte di posizionare delle fonti di luce adatte alla telecamera. Teoricamente, si usano tre tipi di fonti luminose: la luce principale, la luce secondaria e la luce posteriore.
Luce principale: la luce principale rappresenta sempre la fonte di luce primaria. Dovrebbe sempre essere posizionata in modo da sembrare naturale allo spettatore e da non portarlo a porsi domande come " perché la luce viene da sinistra se le finestre sono sulla destra?".
Luce secondaria: in base all'angolazione da cui sono illuminate, le superfici degli oggetti e dei volti possono avere ombre troppo dure. Per bilanciare l'illuminazione e creare delle ombreggiature realistiche si usa una luce secondaria, di solito posizionata sul lato opposto della telecamera rispetto alla luce principale.
Luce posteriore: illumina l'oggetto da dietro, creando un alone romantico attorno alle figure. Fai attenzione a non puntarla direttamente verso la telecamera.
Altre sorgenti di luce: spesso vengono impiegate anche altri fonti di luce meno dominanti, per porre degli accenti di luce sullo sfondo o nella scenografia. Questo è possibile anche con delle normali lampadine avvolte con della carta per limitarne la potenza.
Riprese in esterni
Dato che devi adattarti alle condizioni di luce presenti, è importante lasciar passare più breve possibile il tempo tra la prima e l'ultima ripresa di scena.
Le ombre causate da una forte luce solare possono essere un problema. Dato che i proiettori di luce soffusa sono meno efficaci nelle giornate di sole, si usano dei riflettori per aumentarne l'illuminazione: sostanzialmente , si tratta di grosse lastre di fogli di alluminio increspati. Non richiedono alimentazione elettrica e sono ideali per le riprese a basso costo.
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